martedì 15 luglio 2014

MARIMBA


GRAZIE ai giovani della parrocchia Santa Marianita di Esmeraldas (Ecuador), per il bellissimo spettacolo di balli tipici "MARIMBA", avvenuto il 12 giugno 2014, al teatro Cottolengo di Torino.
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lunedì 14 luglio 2014

SALUTIAMO I NOSTRI SUPERIORI #Fr Beppe #Chaaria #Kenya


La comunità di Chaaria sinceramente ringrazia Fr Giuseppe Visconti,
Superiore Generale, e Fr Marco Rizzonato, Consigliere Generale della
Congregazione dei Fratelli di San Giuseppe Cottolengo, per la visita
fraterna che oggi si conclude.
Per loro sono stati giorni intensi di documentazione sulla realtà di
Chaaria: era infatti la prima volta per entrambi. Sono entrati nella
nostra realtà in punta di piedi, con cuore aperto e rispettoso, senza
pregiudizi. Ci hanno ascoltato, hanno guardato e penso abbiano colto
molti aspetti della nostra missione che non avrebbero mai potuto
apprezzare con il solo "sentito-dire".
Li ringraziamo perché hanno grandemente apprezzato il nostro servizio
ai poveri ed ai bisognosi. Hanno definito il nostro lavoro come un
fiore all’occhiello tra le realtà cottolenghine presenti in Kenya.
Hanno amato i Buoni Figli ed il nostro impegno con loro; hanno
apprezzato l’ospedale ed il continuo flusso di pazienti, giorno e
notte, sette giorni alla settimana; hanno preso coscienza della
complessità di Chaaria dove abbiamo sulle spalle anche tutti i
problemi della manutenzione e dove coltiviamo la terra ed alleviamo
bestiame per il nostro sostentamento. Si sono resi conto di quale bene
essenziale sia l’acqua in questa parte del mondo, soprattutto quando
capita che le pompe non trovino più giacimenti e ci troviamo al
mattino completamente a secco in comunità, ma soprattutto dai Buoni
Figli
ed in ospedale.
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sabato 12 luglio 2014

GLI ANGIOLETTI DI CHAARIA #Fr Beppe Gaido#








GLI ANGIOLETTI DI CHAARIA
Sabato scorso ho ricoverato Monica Kiende, una bellissima bimba di 9
anni con caratteristiche somatiche vagamente somale. Al vederla subito
mi ha ricordato Stella. Era magrissima, tanto che le si potevano
contare tutte le ossa; la sua bocca era coperta di ulcere e di
materiale biancastro che le impedivano sia di nutrirsi che di bere.
Era molto disidratata. La mamma mi diceva che aveva diarrea da tre
mesi ininterrottamente, e che vomitava tutto quello che cercava di
deglutire. La sua pelle dall’aspetto “vecchieggiante” era coperta di
macchie di colore scuro. Monica era debolissima, teneva gli occhi
semichiusi e reagiva appena agli stimoli. I primi esami clinici sono
stati spietati: il test HIV era positivo sia per la paziente che per
la madre. Dare la notizia è stato, come sempre, durissimo...
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venerdì 11 luglio 2014

I NOSTRI DONI PER I POVERI



Oggi ringrazio il Signore che ha guidato la mia mano durante un
intervento chirurgico molto difficile. Una donna Rendille, proveniente
dal Nord ed incapace di parlare in Inglese o Kiswahili, è stata
ricoverata per una enorme massa addominale che le impediva anche di
camminare. Eravamo indecisi se potevamo aiutarla oppure no, anche per
la totale barriera linguistica (nessuno dello staff locale conosce la
lingua Rendille)… ma poi ci siamo incoraggiati a vicenda…  

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giovedì 10 luglio 2014

HARAMBEE: UN ESEMPIO DI SOLIDARIETA’ KENYANA (Fr Beppe#Chaaria#Kenya)

"Oggi pomeriggio sono stato a casa di Kaimenyi. C’era la Harambee, o
Maketha in Kimeru, perché sua sorella ha ricevuto la possibilità  di
iscriversi alla scuola per tecnici di laboratorio, ma a casa non ci
sono soldi.
Perdere l’occasione del college sarebbe stato un peccato perché è
così difficile entrarvi, ma anche iscriversi, costituisce un peso che
le povere finanze della famiglia non riescono a sostenere.
Ecco perché hanno organizzato la HARAMBEE.
Si tratta di una festa popolare, in cui ci sono musiche e canti.
Quando arrivi, qualcuno ti accoglie con una brocca di acqua calda per
farti lavare le mani; poi ti viene offerto il pranzo, e quindi ti
siedi tranquillamente nel cortile della famiglia che ha organizzato la
funzione, parlando con gli altri membri del villaggio che sono
intervenuti numerosissimi.
Dopo un po’ di tempo il coordinatore della festa (master of ceremony),
usando un microfono collegato a dei grossi amplificatori presi a
prestito, comincia la Maketha vera e propria: ci sono beni in natura
che vengono venduti all’asta. Ogni singolo prodotto (può essere una
gallina, una canna da zucchero, frutta o uova) è presentato
all’assemblea con un prezzo di base simbolico. A questo punto inizia
la gara di solidarietà."   Continua a leggere su    donazionicottolengo

martedì 8 luglio 2014

ANCHE LORO SONO COME NOI! (Fr Beppe#Chaaria#Kenya)



Essere chiamato a servire i poveri ed i malati lontano dal proprio
ambiente, in una cultura diversa ed in una realtà certamente più
difficile della nostra, porta spesso a idealizzarli. A volte
immaginiamo virtu’ che in realtà loro  non hanno... poi, stando qui
per anni, ci si rende conto che sono persone come tante. Spesso chi è
nato in Occidente da una famiglia relativamente agiata, ritiene che i
poveri siano brava gente, per il semplice fatto di essere poveri. In
seguito, una delusione dopo l’altra ci porta a comprendere che i
poveri non sono necessariamente brava gente, neppure quelli che hanno
sofferto molto. E’ ovvio, se ci si pensa a mente fredda: essi sono
capaci di qualunque cosa, proprio come noi. Possono essere rozzi,
falsi e vigliacchi, proprio come noi... anche se moltissimi sono
estremamente buoni, e sicuramente ci precederanno nel Regno dei cieli.
Ma la coscienza che il loro svantaggio non li rende migliori e non li
mette su di un piedistallo, ci aiuta a servirli con un sano senso
della realtà e con la doverosa coscienza che noi missionari (come
anche i volontari che ci aiutano) dobbiamo fare ogni cosa prima di
tutto per Dio.
Questa riflessione nasce da una cocente delusione che ho or ora
ricevuto nel nostro ospedale...   Continua a leggere sul blog     donazionicottolengo

lunedì 7 luglio 2014

A VOLTE PROPRIO NON SO COME AIUTARLI




A VOLTE PROPRIO NON SO COME AIUTARLI   (Fr Beppe#Chaaria#Kenya)

"Giovedì. Subito dopo pranzo, dimenticandomi la piccola siesta, si
comincia l’avventura dell’ambulatorio, cercando di dare il massimo di
attenzione ai problemi di ognuno. Sono spesso problemi complicati, che
richiedono tanta attenzione e pazienza. E’ duro soprattutto con le
donne che non riescono ad avere bambini. Spesso non è possibile
aiutarle, perché i loro problemi sono cronici e praticamente
insolubili. Ma come fare a dirglielo? Qui l’adozione non è accettata.
Il marito normalmente si considera immune da problemi dell’area
sessuale, per cui è sempre la donna ad essere ritenuta responsabile di
ogni tipo di infertilità.
Se la donna non riesce ad avere bambini, i casi sono due: o diventa
una seconda moglie, e deve accettare che il marito abbia un’altra
partner da cui avrà figli e che quindi riceverà più attenzioni; o
spesso viene mandata via. Tenendo poi presente le tradizioni locali
per cui solo i maschi possono ereditare e la donna deve ricevere il
sostentamento dal marito, si comprende come una donna ripudiata per
infertilità sia in effetti una persona finita: non avrà speranze di
risposarsi e non riceverà né soldi né terra o casa dal marito che l’ha
ripudiata.
Venerdì. L’ecografia è spietata: non c’è battito cardiaco. Il feto è
morto, e la mamma sta per complicare con rottura d’utero. Mi sento
malissimo. Tutto è iniziato alle 3 di questa mattina..."

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